Filippo Sgarlata – Il monumento a Vincenzo Florio

 

Filippo Sgarlata nel 1968, anno della 52ª edizione della Targa Florio,  realizza il monumento di Vincenzo Florio, padre fondatore della storica competizione. Un bronzo di circa 60 cm che ancora tutt’oggi si trova presso le tribune sportive dedicate alla storica competizione nei pressi di Cerda(PA).

Filippo-Sgarlata-Vincenzo-Florio,1964,bronzo

Vincenzo Florio,1964,bronzo

La 52ª edizione della Targa Florio ha fatto  da antidoto ai disastri lasciati dal terremoto del Belice del 1968. I siciliani seguirono la competizione anche per dimenticare il terrore di quei giorni. Tutti la seguirono per sentirsi vivi.
Per un giorno non si sentirono più “terremotati” ma coloro che, nella propria splendida terra  accoglievano l’importantissima Targa Florio.
Gli organizzatori dell’Automobile Club di Palermo, quell’anno più che mai, hanno fatto di tutto per una migliore riuscita della manifestazione: hanno sistemato mettendo a nuovo le tribune e i box di Cerda abbandonati per un anno intero; hanno spinto i proprietari del circuito a rimettere a posto la sede stradale; hanno chiesto alla Questura ed alla Prefettura di predisporre i servizi necessari allo svolgimento della corsa; hanno promosso la corsa contattando i concorrenti, portandoli fin giù nella loro amatissima Sicilia; hanno contattato i giornalisti ed gli organi di stampa.

Ma in quell’anno, a differenza di quelli precedenti, dall’area delle tribune campeggiava il busto in bronzo di Vincenzo Florio (Palermo, 18 marzo 1883 – Épernay, 6 gennaio 1959), a riprova dell’attualità contenutistica delle opere di Sgarlata nonostante le stesse abbiano un impianto classico.

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Vaccarella su un auto 275 P2 alla Targa Florio

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Immagine della corsa: 46°Targa Floria